Tematica Religione islamica

Khomeyni Ruhollah M. M.

Da: 4.bp.blogspot.com

Nome: Ruhollah M. M. Khomeyni

Notizie: (Khomeyn, 22 settembre 1902 - Teheran, 3 giugno 1989) Ruhollah Mustafa Mosavi Khomeyni è stato un politico e religioso iraniano. Fu un ayatollah, capo spirituale e politico del suo Paese dal 1979 al 1989. Il suo governo fu di stampo religioso islamico sciita, impostato su uno stretto moralismo di linea fondamentalista. Il regime da lui instaurato inaugurò una linea di potere teocratico in Iran che persiste tuttora. La data di nascita di Ruhollah Mosavi Khomeini è assai dibattuta: secondo i più l'anno di nascita sarebbe stato il 1902[1] (il 21, 22 o il 24 settembre), ma alcuni parlano del mese di aprile e altri indicano addirittura il 1900. Nacque da una famiglia di modeste condizioni, originaria di Nishapur, che per alcune generazioni aveva fornito imam alla città indiana di Lucknow. Il padre Sayyid Mustafa, detto appunto Hindi per la provenienza, era imam e modesto proprietario terriero. Khomeyni rimase orfano di padre sei mesi dopo la nascita, perché Sayyid Mustafa fu ucciso per aver preso le difese dei contadini più poveri contro gli oligarchi della zona. La madre Hajar e la zia morirono nel 1918, lasciandolo solo col fratello maggiore. Dopo aver studiato il Corano e le basi della logica e della retorica grazie al fratello ed ai parenti, nel 1920 fu mandato a studiare ad Arak. Da lì seguì a Qom il suo maestro ‘QAbd al-Karim ?a’iri. A Qom, Khomeini si trattenne dal 1923 al 1962 e vi completò gli studi in giurisprudenza, affiancandovi quelli di filosofia e di gnosticismo. Ancora giovanissimo fece parte del partito religioso islamico, una unione di stretti osservanti dell'Islam - più conosciuta come movimento dei ?aleban (pl. di ?aleb, ossia studente di "scienze religiose") - che voleva imporre un governo improntato a costumi tradizionalistici. Quando Reza Pahlavi (1877-1944) divenne scià nel 1925, questa associazione venne messa fuorilegge e Khomeyni fu costretto alla clandestinità. Organizzò insieme ad altri diverse congiure, peraltro fallite, contro lo stesso scià. Quando Reza Pahlavi fu deposto, nel 1941, gli successe come scià il figlio Mohammad Reza Pahlavi (1919-1980), all'epoca appena ventiduenne. Khomeyni vide diminuire l'ostracismo nei suoi confronti, tanto da essere reintegrato nella scala gerarchica religiosa, ascendendo al grado di Ayatollah. Nel 1953 Mohammad Reza Pahlavi assunse i poteri assoluti e riprese l'opera di laicizzazione del paese e di contrasto dell'elemento religioso avviata dal padre. Khomeyni fu uno dei principali oppositori di questa politica e organizzò nel 1963 una nuova congiura contro lo scià: congiura che fallì in pieno, costringendo l'ayatollah all'esilio, dapprima a Bursa, in Turchia, quindi in Iraq (a Najaf) e infine in Francia, a Parigi. Mentre in Iran l'opposizione allo scià cresceva, anche a causa della dura repressione governativa (tra il 1970 e il 1978 si calcola siano state incarcerate 100.000 persone, 10.000 torturate e tra le 4.000 e le 5.000 uccise, anche se alcune stime parlano di 7.500 (senza fonte), Khomeyni dall'estero fomentò la rivolta in attesa dell'occasione di dar vita a una rivoluzione. Il 7 gennaio 1978 la rivolta popolare esplose contro Mohammad Reza Pahlavi. Sebbene si fosse mostrato possibilista verso una trattativa, lo scià il 16 gennaio 1979 fu costretto a fuggire dall'Iran mentre Khomeyni, tornato l’1 febbraio da un esilio che durava quasi da sedici anni, poteva instaurare una "repubblica islamica" in Iran, diventandone la guida spirituale anche in virtù della sua riconosciuta qualifica di marja’ al-taqlid (esempio buono e giusto da imitare da parte dei dotti mullah e, di fatto, totale autocrate del paese). Iniziò a questo punto una vera repressione contro i collaboratori del deposto scià: migliaia di essi furono arrestati e fucilati dopo processi sommari; altri furono mandati in esilio o imprigionati e i rimanenti fuggirono dal paese. In pochi mesi si considera siano state fucilate circa 5.000 persone e mandate in esilio altre 10.000 (senza fonte); Khomeyni inoltre vide di buon occhio l'azione dei pasdaran che, penetrati nell'Ambasciata statunitense a Teheran, avevano preso 54 ostaggi, minacciati di morte qualora gli Stati Uniti, accusati di proteggere Mohammad Reza Pahlavi, non gli avessero consegnato l'ex scià. Gli USA non si piegarono alla trattativa e tentarono un blitz militare aereo autorizzato dal Presidente Jimmy Carter ma alla fine gli ostaggi furono liberati, anche se da allora gli Stati Uniti divennero, per il regime di Khomeyni, "il grande satana del mondo". L'occupazione dell'ambasciata degli Stati Uniti a Teheran potrebbe ricondursi alla paura che si potesse ripetere ciò che era avvenuto nel 1953, anno in cui la CIA con l'assenso dello scià Mohammad Reza Pahlavi, ordiva un complotto (l'Operazione Ajax) per rovesciare il governo democraticamente eletto di Mohammad Mossadeq. Nel 1979 Khomeyni indisse le elezioni, riservandosi tutti i poteri con la carica di "Guida della Rivoluzione". Fra le prime leggi - di forte stampo moralista - vi furono l'abolizione del divorzio, la proibizione dell'aborto e per le donne l'abbassamento dell'età minima per il matrimonio a 9 anni. Inoltre istituì, sulla scorta della shari’a la pena di morte per l'adulterio, come pure per la bestemmia. Impose alle donne la copertura costante del volto con un velo, pur concedendo loro una certa indipendenza rispetto a quanto avvenuto in tempi precedenti. Le donne poterono uscire di casa senza il permesso del padre o del marito, ebbero diritto all'istruzione come gli uomini (attualmente in Iran le donne sono spesso più acculturate degli uomini), venne incoraggiato il loro lavoro e, malgrado all'inizio avesse l'opposizione del "clero" islamico, rimase loro il diritto di voto, che venne abbassato a 15 anni. Secondo molti (senza fonte), tuttavia, con il regime di Khomeyni le donne continuarono ad avere molti meno diritti rispetto all'uomo, con una accentuazione del dovere di obbedienza al marito. Considerato l'isolamento avuto dal mondo, Khomeyni già nel 1981 mitigò questo rigido moralismo anche per poter conservare rapporti diplomatici con altri paesi. L'Iran comunque rifiutò ogni rapporto commerciale o politico con gli Stati Uniti. Nel 1988 lo scrittore indiano Salman Rushdie scrisse il libro "I Versetti Satanici" (in inglese: "The Satanic Verses"), giudicato blasfemo da parte dei regimi islamici fondamentalisti dall'epoca, tra cui l'Iran. La pubblicazione del libro provocò una fatwa di Khomeyni che decretò la condanna a morte in contumacia del suo autore. Rushdie dovette così rifugiarsi in Gran Bretagna per diversi anni nel timore che la sentenza fosse eseguita dai fedeli islamici. Il suo divenne un emblematico caso internazionale dell'intolleranza religiosa. Anche chi ebbe a che fare con l'opera di Rushdie ne subì delle conseguenze. Il 3 luglio 1991 venne pugnalato, fortunatamente non a morte, nella sua abitazione milanese Ettore Capriolo, traduttore del libro in italiano. Una sorte peggiore toccò al traduttore giapponese, Hitoshi Igarashi, che venne ucciso a Tokio il 12 luglio, mentre l'editore norvegese, William Nygaard fu ferito a colpi d’arma da fuoco nell'ottobre del 1993. Sofferente da lungo tempo per un cancro all'intestino, Khomeyni morì il 3 giugno 1989 dopo una degenza di 11 giorni in ospedale. Ai suoi imponenti funerali presenziarono più di 3.500.000 di persone, al punto che la Guardia Nazionale non riuscì a presidiare l'avvenimento, consentendo disordini ed eccessi, basti pensare che la bara cadde 5 volte. Ad un certo punto la folla, facendo un'enorme pressione pur di toccare la bara di legno o per strappare lembi del sudario, fece letteralmente saltare fuori il corpo dal feretro diverse volte. Il funerale "ufficiale" si tenne due giorni più tardi, stavolta con imponenti misure di sicurezza e con una bara in acciaio.

 



Stato: Iran

Anno: 2011

Stato: Iran

Anno: 2011


Stato: Iran

Anno: 2011

Stato: Iran

Anno: 2011