Tematica Minerali e rocce


Stibnite

Foto: Luca Oddone.

Notizie: La stibnite è un minerale, un solfuro di antimonio. Sono suoi sinonimi antimonite e stibina. Il nome stibnite deriva da stibio, voce desueta per antimonio, e (antimo)nite. Il nome stibina deriva dal greco st?ß? = nero-antimonio, conosciuto già nell'antichità. Il nome antimonite deriva forse dall'arabo 'utmud’; una curiosa leggenda è legata al nome antimonite. Secondo alcuni il termine deriverebbe da anti-monaco; pare infatti che nel primo Medioevo ci fossero alcuni frati che avessero confezionato delle posate con l'antimonio. Essi, dopo mangiato, si sentivano molto male senza capire il perché di tali disturbi, fino a quando un medico non li mise in guardia contro una proprietà dell'antimonio: quella di essere emetico, cioè una sostanza che favorisce il vomito. Da allora venne chiamato antimonio proprio perché aveva danneggiato quei frati per molti mesi. Abito cristallino: cristallizza in prismi allungati, striati longitudinalmente, talvolta ricurvi, fibrosi, aciculari; esistono anche geminati. I cristalli di Ichinokawa, nell'isola di Shikoku, in Giappone sono eccezionalmente grandi: alcuni esemplari raggiungono i 50 cm. Origine e giacitura: l'origine è prevalentemente idrotermale. Ha paragenesi con orpimento, realgar, oro, berthierite, jamesonite, cinabro e arsenopirite. Forma in cui si presenta in natura: in natura si presenta in forma di sottili cristalli colonnari, in aggregati fibrosi o vetrosi come l'asbesto, o in granuli di aspetto fratturato o compatto. La varietà amorfa pulverulenta di colore rosso ciliegia, spesso scambiata per kermesite, prende il nome di metastibnite. Caratteri fisico-chimici: i piani di sfaldatura hanno una forte lucentezza metallica. I cristalli sono abbastanza flessibili. La colorazione superficiale del minerale è blu scura. È solubile in HNO3 e HCl caldo; fonde facilmente al cannello. Dà origine ad una patina bianca su carbone in fiamma ossidante; annerisce in KOH. Località di ritrovamento: ad Harz e Wolfsberg, in Germania; a Milesov e Kremnica, in Slovacchia; belle druse sono state trovate a Baia Sprie, in Romania; in varie località dell'ex-URSS; a Gebel Hamimat, in Algeria; a Ichinokawa, nell'isola di Shikoku, in Giappone il cui giacimento è esaurito; i maggiori depositi al mondo sono quelli dello Hunan e dello Kwantung in Cina, dove è associato al cinabro. In Italia un modesto giacimento è a San Bartolomeo Val Cavargna, in provincia di Como; a Viarago, nel comune di Pergine, in Trentino; in una miniera di Renon, in provincia di Bolzano si trovavano cristalli lunghi fino a 2 cm; cristalli aghiformi sono rarissimi nell'arenaria di Calafuria, a Livorno; molto belli i cristalli delle Cetine di Cotorniano, presso Sovicille, in provincia di Siena e infine a Scansano e a Monticiano, in provincia di Grosseto. I giacimenti più importanti si trovano nella zona di Manciano (provincia di Grosseto)ove molteplici minere (Tafone, Poggio Fuoco, Montauto, ecc.) sono state sfruttate fino alla metà degli anni '90. Utilizzazioni: i giapponesi usavano i cristalli enormi di Ichinokawa come tutori per i fiori, o per piccoli recinti intorno ai giardini. Al giorno d'oggi, ha un ruolo importante in molte leghe metalliche, nelle batterie elettriche, in pirotecnia, nell'industria sanitaria, tessile, della gomma e del vetro. Nel Medioevo era utilizzata per la fabbricazione di cosmetici e medicamenti.

 



Stato: Austria

Anno: 1986

Stato: China (P.R.C.)

Anno: 1982


Stato: Romania

Anno: 1985